Dosto
Nato a Roma, mostra
precocemente creatività e fantasia. Ad
es., investe la paghetta settimanale in una curiosa attività:
si munisce di buste vuote applicandoci numerosi francobolli di
piccolo taglio, per raggiungere deliberatamente appena poco meno
della somma prescritta, quindi le spedisce ad indirizzi che trova
a caso sull'elenco telefonico, costringendo gli sconosciuti destinatari
a pagare la minima ma scomoda cifra necessaria a ricevere il nulla
speditogli. Lo studio del pianoforte lo stimola ad una visione
musicale del mondo, ad es. le targhe delle macchine di Milano
(MI) gli sembrano incomplete, quindi gli aggiunge una b, ottenendo
così Mib, ovvero Mi bemolle.
A tempo perso si diploma anche in composizione.
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Nasce
a Roma. Da bambino divora fumetti di Mickey Mouse. E' invece inappetente,
lo sottopongono quindi a cure molto efficaci, che finiscono con
lo scatenargli un appetito non ancora placato. La passione per la
musica va di pari passo con quella della buona cucina.
Ama in particolare le percussioni, difatti tortura la famiglia percuotendo
gli oggetti più svariati: piatti bicchieri pentole libri
serrande tavoli scatole etc. etc. etc. Si iscrive al Conservatorio
di Roma, però invece che in percussioni finisce col diplomarsi
in contrabbasso! Non si perde d'animo;
visto il suo amore per anagrammi, nonsense, e strani giochi (tipo
contare velocissimamente - a mente - il numero di lettere che compongono
una o più parole), decide di formare un duo comico con Dosto.
Grazie a questa attività può sfogare l'antico amore
per la ritmica, percuotendo il contrabbasso.
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Nata a Roma, comincia
fin da bambina a mostrare la sua passione per il fischio; difatti
supera brillantemente l'esame di ammissione al Conservatorio grazie
alla sua abilità nel fischiare le melodie che le venivano
richieste. Parallelamente alla tecnica del fischio, che raggiunge
livelli virtuosistici, si interessa anche al canto e diventa scenografa.
Svolge intensa attività concertistica
come mezzosoprano, ma due incontri fondamentali segnano la sua maturazione
artistica: il primo è quello con la scomparsa cagnetta Mimì,
con la quale entrņ in simbiosi; la portava infatti sempre con sé,
anche a concerti o prove di qualsiasi genere di musica, fornendole
così una notevole educazione musicale che permetteva alle
due di esibirsi insieme con grande affiatamento. Il secondo è
quello con Dosto & Yevski, grazie ai quali può dare liberamente
sfogo alla sua potente vis comica.
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Scomparsa nel 2005,
era la capostipite della pregiatissima e purissima razza risultata
dall'incrocio fra un volpino e un vattelapesca. Vissuta con Donna
Olimpia da quando aveva un mese, prese da lei il pessimo vizio di
cantare e vocalizzare, cosa che faceva abitualmente sia quando la
padrona partecipava a prove di musiche barocche, sia quando dava
lezioni a malcapitati aspiranti cantanti. Il problema nacque quando,
negli ultimi anni della sua vita, si montò la testa e sembrò
ambire a prendere per sé la scena, così ormai i suoi
gorgheggi risuonavano persino quando Olimpia era in scena con Dosto
& Yevski. Approdata al paradiso canino, dove ci piace immaginarla
star di concerti e serate, è rimasta nel ricordo della Compagnia
e di coloro che l'hanno vista esibirsi in scena, indimenticata e
ineguagliabile. Si è così scelto di non provare nemmeno
a sostituirla.
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Blek e N'Deker

Blek
Nasce prematuro non per qualche
ragione medica, ma perché tamburellando giorno e notte nella
pancia della madre questa, per esasperazione nervosa e per solletico
addominale, lo espelle in anticipo (8 mesi prima circa). Si dice
che il “bambino” per lo sforzo subito nell’uscire,
fosse talmente piccolo e nero che i medici distrattamente lo stessero
per annientare con l’insetticida (da qui il nome “blek”).Una
volta grande la sua voce, da prima suadente, acuta e quasi femminile,
improvvisamente divenne cavernosa e profonda per una serie di malattie
a catena: morbillo, varicella, orecchioni, salmonellosi ionica,
saltarellosi spicciola, tracheite spastica, bilirubina alcolica
e percussionite algebrica (qualche volta, nei momenti di grande
stress, anche dissenteria sferica).
Non trovando lavoro alcuno perché incapace di stare fermo
senza percuotere qualcosa, viene impiegato saltuariamente come solista
nel coro delle voci bianche della Cappella Sistina in
S. Pietro, alle poste come timbratore celere di altrettanta posta
e in teatro come elettricista di improbabili compagnie di avan-spettacolo
di quart’ordine (vedi Dosto &Yevski e altri).
N'Deker
Di padre moldavo e di madre
slo-vacca, Sblado Sbladinski (soprannominato ‘Ndeker perché
parla una lingua totalmente incomprensibile che i romani gli rispondono:
“’nde ché?”) vive da cinque anni in un
pianoforte a coda di rospo, soppalcato con luce, gas e riscaldamento
autonomo.
Di giorno cade in un profondo letargo mentre di notte esce per cercare
muschi e licheni (di questo si nutre) e per accoppiarsi frequentemente
con anim… ehm, con donne della sua stessa specie.
La sua caratteristica principale è quella di suonare il pianoforte
ininterrottamente per giorni e giorni, fino a quando qualcuno non
fa che richiudere bruscamente il coperchio sulle sue manine da carpentiere
e porre fine al delirio musicale. Profondamente offeso da tali reazioni,
‘Ndeker generalmente infila la testa nel collo, emette qualche
geroglifico vocale e mestamente se ne torna dentro lo strumento
per poi uscirne soltanto dopo alcuni giorni, quando i morsi della
fame e della sete lo costringono ad intrattenere rapporti con il
mondo esterno.
Conosce Blek in fila all’ufficio di collocamento per parrucchieri
calvi ma,
prima che ‘Ndeker venga assunto, Donna Olimpia lo rapisce
portandolo per le orecchie al cospetto di Dosto e Yevski che, impietositi,
lo ingaggiano come macchinista.
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